ZDHC è un programma internazionale di controllo delle sostanze chimiche nato dopo la campagna DETOX lanciata nel 2011 da Greenpeace a seguito di diversi studi condotti sull’inquinamento provocato dalle industrie tessili, conciarie e del settore calzaturiero che forniscono i maggiori brand globali.
Il programma DETOX sfidava le aziende ad eliminare entro il 2020 alcune sostanze chimiche pericolose dalla loro catena di fornitura (Supply Chain) senza però un aiuto concreto per le aziende a trovare un’alternativa valida
Per questo è nato lo ZDHC, ossia un programma internazionale che ha accolto la sfida lanciata da Greenpeace, costituendo così a tutti gli effetti un piano che mira alla drastica riduzione delle sostanze chimiche pericolose di tutta la catena di fornitura del settore tessile calzaturiero e conciario entro il 2020 coinvolgendo tutta la filiera dai formulatori chimici fino ai brand e retailers.
ZDHC è acronimo di Zero Discharge of Hazardous Chemicals ed è un programma nato inizialmente per volontà di alcuni top brands per la gestione delle sostanze chimiche secondo un approccio integrato di prevenzione e precauzione.
Gli obbiettivi del protocollo prevedono non semplicemente una fase di testing ma un coinvolgimento totale della filiera per un controllo di chemical managment che comprenda ogni livello
Il settore dei trattamenti antibatterici per tessuti offre numerose soluzioni, con caratteristiche e livelli di efficacia differenti. Le tecnologie più moderne non si limitano a contrastare la proliferazione dei batteri, ma contribuiscono anche a ridurre la formazione dei cattivi odori, preservare la freschezza dei materiali e garantire un’azione duratura, nel rispetto della pelle e dei principali standard ambientali.
Questi trattamenti sono particolarmente indicati per i tessuti e i materiali destinati alle calzature ortopediche. Il contatto prolungato con il piede, la sudorazione e la ridotta aerazione all’interno della scarpa possono infatti creare condizioni favorevoli alla proliferazione batterica e alla formazione di odori. Applicati a fodere, tessuti, imbottiture e altri componenti interni, i trattamenti antibatterici contribuiscono a migliorare l’igiene, il comfort e la sensazione di freschezza durante l’utilizzo.
Tra le nuove frontiere del settore si distinguono in particolare i trattamenti a base di zinco piritione e quelli a base di ioni d’argento, due tecnologie capaci di combinare efficacia antibatterica, resistenza ai lavaggi e compatibilità con il contatto cutaneo.
Chi sono i soggetti interessati allo ZDHC?
Ad oggi già 22 importanti marchi dei settori tessile e calzaturiero hanno aderito al programma, che si rivolge tuttavia non solo ai brand, ma anche alle aziende appartenenti alla filiera produttiva, partendo ovviamente dai fornitori di prodotti chimici.
Indirettamente, infatti, anche tutti gli attori della catena di approvvigionamento devono conformarsi a quanto richiesto dallo ZDHC al fine di rispondere alle esigenze e ai capitolati dei loro clienti e poter essere considerati quindi “fornitori qualificati”. Per tale ragione, onde evitare di essere estromessi dalla supply chain, le aziende facenti parte di questa catena di approvvigionamento devono necessariamente conformarsi qualora il brand decida di aderire al programma.
Come si implementa un sistema di chemical managment aziendale?
Prima di tutto è necessario formare e accreditare un “chemical manager” presso la ZDHC Academy. Questo operatore sarà poi promotore in azienda di una gestione corretta sia del rapporto della catena di fornitura, che dello stoccaggio dei prodotti chimici e soprattutto del clean stream (ovvero in check delle acque)
Omnipel ha cominciato il percorso nel 2018 con impegno e solerzia e formazione sia interna sia a monte dei propri fornitori di materia prima. Un impegno concreto ad un aspetto importante della sostenibilità spesso non considerato.